L’angiografia è un metodo diagnostico e di valutazione interventistica eseguito utilizzando un mezzo di contrasto per visualizzare la struttura dei vasi e il flusso sanguigno. È utilizzata più frequentemente per l’individuazione delle malattie delle arterie coronarie e fornisce informazioni precise e dettagliate su stenosi, occlusioni o anomalie strutturali dei vasi.
La procedura di angiografia coronarica viene generalmente eseguita facendo avanzare un sottile catetere attraverso l’arteria femorale o l’arteria del polso. Grazie al mezzo di contrasto somministrato tramite il catetere, i vasi vengono visualizzati chiaramente sotto fluoroscopia. La procedura viene eseguita da uno specialista in cardiologia in condizioni sterili e in ambiente ospedaliero.
Il processo di esecuzione dell’angiografia inizia in anestesia locale e nella maggior parte dei casi non richiede anestesia generale. La durata della procedura varia mediamente tra i 15 e i 30 minuti. Le immagini ottenute vengono valutate in tempo reale e, se necessario, possono essere pianificate angioplastica con palloncino o applicazione di stent.
Il processo di recupero dopo angiografia varia in base alla sede di applicazione e alle condizioni generali del paziente. Dopo la procedura viene effettuata un’osservazione di breve durata e i parametri vitali vengono monitorati a causa del rischio di complicanze. La mobilizzazione precoce è generalmente possibile e la maggior parte dei pazienti può essere dimessa lo stesso giorno.
Cose da sapere | Informazione |
Definizione | L’angiografia (angio) è una procedura di imaging invasiva eseguita utilizzando un mezzo di contrasto per visualizzare la struttura interna dei vasi e il flusso sanguigno. È utilizzata più frequentemente nella valutazione delle arterie coronarie. |
Obiettivo | Individuare occlusioni vascolari, restringimenti (stenosi), dilatazioni (aneurismi), anomalie strutturali dei vasi e problemi di flusso sanguigno. |
Ambito di utilizzo più comune | Diagnosi e pianificazione del trattamento delle malattie dei vasi cardiaci mediante angiografia coronarica. Può essere applicata anche ai vasi cerebrali, periferici (arti), renali e di altri organi. |
Metodo di applicazione | Generalmente un catetere viene inserito attraverso l’inguine (arteria femorale) o il polso (arteria radiale). Il catetere viene avanzato fino al vaso da esaminare e le immagini vengono ottenute sotto raggi X dopo somministrazione del mezzo di contrasto. |
Durata della procedura | L’angiografia diagnostica dura generalmente 15–30 minuti; se vengono aggiunti interventi terapeutici, la durata può prolungarsi. |
Tecnica di imaging utilizzata | Le strutture vascolari vengono monitorate in tempo reale mediante fluoroscopia (imaging radiografico continuo). |
Mezzo di contrasto | Vengono utilizzati mezzi di contrasto contenenti iodio. È necessaria una valutazione attenta nei pazienti con funzione renale compromessa. |
Preparazione | Prima della procedura può essere necessario il digiuno. L’uso di anticoagulanti e la storia allergica devono essere comunicati obbligatoriamente. |
Tipo di anestesia | Generalmente viene applicata anestesia locale. Il paziente è sveglio durante la procedura. |
Rischi | Esiste il rischio di sanguinamento, ematoma, danno vascolare, reazione allergica, compromissione della funzione renale e raramente ictus o infarto. |
Vantaggi | Permette una visualizzazione diretta e dettagliata della struttura vascolare; se necessario, nella stessa seduta può essere eseguito un trattamento (palloncino, stent). |
Utilizzo terapeutico | Le stenosi rilevate durante l’angiografia possono essere trattate con angioplastica con palloncino o posizionamento di stent. |
Dopo la procedura | Viene applicata pressione sul punto di accesso del catetere. Il paziente deve rimanere in osservazione per alcune ore. Negli accessi radiali, il tempo di recupero è generalmente più breve. |
A chi viene applicata | Può essere applicata a pazienti con dolore toracico, risultato anomalo del test da sforzo, sospetto infarto o segni di malattia vascolare. |
Metodi alternativi | Metodi di imaging non invasivi come angiografia TC e angiografia RM possono essere preferiti in alcuni casi. |

Prof. Dr. Kadriye Kılıçkesmez
Cardiologia, Cardiologa interventista – Interventional Cardiologist
Prof. Dr. Kadriye Orta Kılıçkesmez è una delle figure di spicco nel campo della cardiologia in Turchia. È nata il 24 gennaio 1974 a Tekirdağ. Dopo aver completato la sua formazione universitaria presso la Facoltà di Medicina Cerrahpaşa dell'Università di Istanbul, ha scelto la cardiologia come specializzazione e ha ricevuto la sua formazione specialistica presso l'Istituto di Cardiologia della stessa università.
Dopo aver lavorato per un breve periodo presso l'Ospedale Statale di Çorlu e l'Ospedale di Servizio della Fondazione Turca del Rene, è tornata all'Istituto di Cardiologia dell'Università di Istanbul. Kadriye Kılıçkesmez, che ha proseguito qui la sua carriera accademica, è diventata professoressa associata nel 2012. Successivamente ha lavorato al Royal Brompton su interventi coronarici complessi, imaging intracoronarico CTO e malattie cardiache strutturali, e ha scritto articoli scientifici. Nel 2015, incaricata dall'università, ha fondato la clinica di cardiologia e il laboratorio di angiografia dello Şişli Etfal. Divenuta professoressa nel 2017, Kadriye Kılıçkesmez ha fondato nel 2020 la clinica di cardiologia e il laboratorio di angiografia dell'Ospedale Prof. Dr. Cemil Taşçıoğlu e ha garantito che la clinica diventasse una clinica di formazione.
Visualizza di piùChe cos’è l’angiografia?
L’angiografia è una tecnica di imaging medico diagnostico che consente la visualizzazione dei vasi. Viene generalmente utilizzata per individuare restringimenti o occlusioni nei vasi cardiaci. Durante la procedura, viene somministrato un mezzo di contrasto nel vaso e la struttura vascolare viene esaminata in dettaglio mediante apparecchiatura radiografica. È più frequentemente eseguita come angiografia coronarica e svolge un ruolo importante nella diagnosi e nella pianificazione del trattamento delle malattie cardiache. Se necessario, nella stessa seduta possono essere eseguiti anche interventi terapeutici.
Tipi di angiografia: quale angiografia in quale situazione?
Esistono diversi tipi di angiografia che variano in base alla regione di applicazione e alle condizioni del paziente. I più comuni sono i seguenti:
- Angiografia coronarica: viene eseguita per diagnosticare occlusioni o restringimenti nei vasi cardiaci nei pazienti con sintomi come infarto o dolore toracico (angina pectoris). È il tipo di angiografia più frequentemente utilizzato.
- Angiografia cerebrale: viene utilizzata per diagnosticare problemi come aneurismi, occlusioni o emorragie nei vasi cerebrali. Svolge un ruolo importante nella valutazione del rischio di ictus.
- Angiografia renale: viene eseguita per indagare ipertensione o insufficienza renale causate da restringimenti delle arterie renali (stenosi dell’arteria renale).
- Angiografia periferica (angiografia degli arti inferiori): viene utilizzata per diagnosticare problemi come dolore, difficoltà nella deambulazione o ulcere causati da occlusioni nei vasi delle gambe. È frequente nei pazienti diabetici.
- Angiografia polmonare: viene utilizzata per visualizzare coaguli nei vasi polmonari (embolia polmonare) o altre anomalie.
Ogni tipo di angiografia richiede un proprio processo di preparazione, fasi procedurali e recupero. Sarà il medico a decidere quale tipo di angiografia sia più adatto per voi.
Perché si esegue l’angiografia? Importanza della diagnosi e del trattamento
L’angiografia viene utilizzata principalmente per diagnosticare con certezza i problemi vascolari. I medici possono raccomandare l’angiografia sulla base dei sintomi del paziente, dei risultati dell’esame fisico e di altri esami. Le indicazioni includono:
- Dolore toracico (angina pectoris): determinare la causa del dolore che indica insufficiente apporto di sangue al muscolo cardiaco.
- Sospetto infarto: individuare sede e grado dell’occlusione in caso di infarto acuto.
- Aritmie: indagare eventuali cause vascolari alla base di alcuni disturbi del ritmo.
- Cardiopatie congenite: esaminare anomalie vascolari legate a difetti strutturali del cuore.
- Segni di occlusione vascolare: identificare la causa di sintomi come ictus o dolore alle gambe.
- Cause di ipertensione: valutare se un restringimento delle arterie renali influisce sulla pressione.
- Valutazione preoperatoria: analizzare lo stato dei vasi prima di interventi maggiori come bypass.
L’angiografia non è solo uno strumento diagnostico ma può anche essere utilizzata a scopo terapeutico. Se durante la procedura viene rilevata una stenosi significativa, questa può essere trattata nella stessa seduta mediante angioplastica con palloncino e stent, evitando al paziente un ulteriore intervento.
Come si esegue l’angiografia? Guida passo dopo passo
L’angiografia viene generalmente eseguita da specialisti in cardiologia interventistica o radiologia. La durata varia in base all’area esaminata e al problema rilevato, ma in media dura tra 30 minuti e 2 ore. Le fasi principali sono:
Fase di preparazione
Il paziente viene informato dettagliatamente su rischi, benefici e possibili complicanze. Viene raccolto il consenso scritto. In questa fase:
- Esami del sangue
- ECG
- Ecocardiografia
- Test allergici
- Revisione terapia farmacologica
Il paziente deve rimanere a digiuno prima della procedura.
Procedura
Si applica anestesia locale e si inserisce un catetere nel vaso. Il mezzo di contrasto permette la visualizzazione dei vasi. Se necessario si procede con trattamento.
Recupero dopo angiografia
Il recupero è generalmente rapido. È importante seguire le indicazioni mediche e assumere i farmaci prescritti.
